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In Primo PianoI papà di oggi, così sconosciuti eppure così evidenti tra di noi - di Federico Olivo
Hanno iniziato gli psicologi, poi i sociologi, ora anche qualche politico inizia a porsi domande su cosa farsene dei papà che, nonostante tutto, non si sono ancora estinti, ma anzi si sono trasformati. Chi sono questi papà, da dove vengono e cosa vogliono ? Quella di oggi viene da molti definita la “Società senza padri”, dove per oggi si intende il periodo di tempo che va dagli anni ’70 a questa parte e per società quella occidentale. Le origini del tramonto della figura paterna autoritaria, incontestabile, che dettava le regole da tramandare, viene fatta risalire alla fine degli anni ’60 con l’inizio della contestazione studentesca che ha messo in discussione tutto e tutti, ma quasi sicuramente trae origine dai cambiamenti sociali che sono iniziati nel secondo dopoguerra attraverso una crescente emancipazione femminile e con il boom economico dell’occidente che aveva già rivoluzionato tempi e ruoli dei nostri nonni quando erano ancora genitori. Negli ultimi decenni ci siamo rivolti all’altro lato della medaglia e ci siamo convinti che se il modello paterno non era corretto allora doveva esserlo quello materno. Oggi forse è evidente a tutti che qualche errore di valutazione l’abbiamo fatto ed è tempo di iniziare a discutere di nuovo su come essere padri. Non intendo con questo promuovere altri studi sulla paternità. Ne sono già stati fatti di autorevoli in passato che ci hanno già dimostrato quali sono stati gli effetti e i danni derivati dall’aver rinnegata e rimossa in toto la figura paterna, né, secondo me, è tempo di cercare di capire qual è il nuovo modello che i papà di oggi dovrebbero adottare. Quando dico “iniziare a parlare di paternità” intendo proprio l’azione del comunicare, del parlarci tra di noi, uomini e donne, per svelare e condividere quello che in fondo già sappiamo, per discutere su valori positivi che bisogna recuperare dal vecchio modello di genitore paterno e quali aspetti sviluppare e rafforzare dopo l’esperienza che abbiamo acquisito quando abbiamo provato l’ebbrezza del lato materno dell’agire educativo. Gli aspetti negativi di una figura paterna, schiacciante ed irraggiungibile, li conosciamo già ed è improponibile auspicare o temere un loro ritorno. Però è senz’altro possibile volgere lo sguardo a quei papà di oggi che sembrano aver trovato una sintesi tra il vecchio e tradizionale ruolo paterno, quello rigido ed autoritario e quello più morbido ed autorevole; quei papà che hanno saputo coniugare la necessità di trasmettere le regole e la capacità di essere d’esempio forte per i propri figli, con i valori tradizionalmente associati alla sfera femminile dell’emotività e delle manifestazioni affettive. Iniziamo a parlare di questo nuovo modo di essere padri e facciamolo con i nostri familiari, con gli amici; che diventi un sano discorso da bar dove sia possibile parlare di tutti gli aspetti legati alla vita dei nostri figli senza per questo dovercene vergognare anche perché è possibile finalmente farlo “dal punto di vista dei papà”. Le mamme e le donne non dovrebbero temere, per questo, un tentativo di restaurazione di vecchi privilegi di cui sono state vittime negli ultimi millenni, ma anzi dovrebbero facilitare e promuovere questa presa di coscienza dei papà di oggi perché questo nuovo modello di paternità che già esiste, che è già presente tra noi, ha come sottinteso un rapporto di coppia migliore e più “vantaggioso” soprattutto per le donne. Un padre che da subito è partecipe e presente nella vita dei propri figli è anche un marito e un compagno di vita che è pronto a farsi carico di tutte gli altri aspetti della vita della propria famiglia, compresi quelli della cura della casa ed è anche pronto a rispettare i bisogni di spazio e di libertà delle mamme. E’ ovvio che se oggi ci sono papà disposti a fare un passo in avanti verso la propria famiglia, è indispensabile che le mamme permettano tutto ciò, iniziando a delegare ai papà anche quelle attività e in quegli ambiti che fino ad ora sono stati considerati monopolio della maternità. Ci sono moltissimi studi che dimostrano che già nei primissimi giorni di vita dei bambini, la presenza attiva e compartecipe degli uomini, ha ricadute positive sul benessere dei figli sia nell’immediato sia, e soprattutto, nel lungo periodo. Parlare e promuovere questo nuovo modello di padre autorevole ed affettuoso allo stesso tempo, produrrà dei vantaggi a breve e lungo termine sia per le mamme che per i papà, ma soprattutto per i nostri figli.
Scritto il 27/12/2010 alle 01.31 da www.adiantum.it Non ci sono allegati per questa notizia "Tutti gli articoli pubblicati, se non diversamente specificato, sono stati scritti per Osservatoriofamiliare a titolo gratuito La redazione, tutti i collaboratori e gli autori lavorano per la realizzazione del magazine a titolo gratuito. La pubblicazione Osservatoriofamiliare è gratuita ed è diffusa in tutto il territorio nazionale". Questa Notizia è stata letta 1116 volte
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