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Madre giornalista viaggia per lavoro, figli affidati al padre. Timperi: ma che scandalo...


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Madre giornalista viaggia per lavoro, figli affidati al padre. Timperi: ma che scandalo...

"L'affido condiviso funziona così tanto male perchè se un giudice affida i bambini al padre tutti gridano allo scandalo e alla discriminazione". Così si è pronunciato il giornalista Tiberio Timperi sulla vicenda che è stata discussa al tribunale di Roma, dove una mamma, che svolge la professione di giornalista freelance, è stata ritenuta meno idonea a prendersi cura a tempo pieno dei suoi figli rispetto al padre, che invece fa l’impiegato.

"In merito alla vicenda", prosegue Timperi, "posso dire che se i figli vengono affidati alla madre, il padre non viene mai considerato come un discriminato, viceversa se accade il contrario, come nella vicenda in questione, tutti si affrettano a dire che la madre è discriminata. Direi che è il caso di finirla con il doppiopesismo veterofeminista".

Il provvedimento tanto discusso è stato emesso nel corso di un procedimento di separazione che vede coinvolta una coppia di coniugi, giunta alla fine del rapporto dopo 16 anni di matrimonio. Entrambi poco più che 40enni, hanno due gemelli di 9 anni, sul cui affidamento è chiamato a pronunciarsi il Tribunale, secondo il quale i figli dovranno essere affidati al padre, con il quale resteranno a vivere nella residenza familiare, mentre la madre dovrà abbandonare la casa e potrà vederli quotidianamente.

Gli organi di stampa si sono prontamente schierati accreditando la tesi della "discriminazione", evitando però di riportare le motivazioni più profonde (quelle relative alla relazione padre-figli, che in questo caso pare sia molto più significativa), limitandosi a riferire dei passaggi in cui si parla dei rispettivi impegni di lavoro: ”prestando il padre un’attività lavorativa con orario stabile e prevedibile, al contrario della madre che svolgendo la professione di giornalista, pur avendo molto tempo libero, e’ a volte soggetta ad impegni imprevedibili che possono tenerla anche per lunghi periodi lontana da casa”, la decisione adottata sembra la più idonea a tutelare l’interesse dei minori.

C'è da dire che, se l'affidamento dei figli al padre fa ancora notizia, la strada verso le pari opportunità genitoriali è ancora lunga in Italia. Si tratta, indubbiamente, di un provvedimento che farà discutere, sia per la motivazione - che presto verrà integrata dagli altri elementi che hanno convinto i giudici - sicuramente da apprezzare per coraggio, quello che manca a moltissimi altri magistrati civili - a preferire la convivenza abituale tra padre e figli piuttosto che tra madre e bambini -, sia perchè essa rientra in quella minoritaria percentuale di casi in cui i figli vengono affidati al padre, con annesso utilizzo dell’abitazione di famiglia, invece che alla madre (90% madre, 4% padre).


Scritto il 29/03/2011 alle 22.27 da www.adiantum.it

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